TECLA_creazioni in corso: FEMINA FABER+PLAY WITH ME_Quasi Sempre Insieme | Domenica 20.11.2011

h 18:00

FEMINA FABER

LIVE
Paola Bianchi_voce e testi
Matteo Zenatti _arpa/voce
A034_real-time processing

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h 19:30

Aperitivo curato da LeCittàSottili

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h 21:00

PLAY WITH ME_Quasi Sempre Insieme
STUDIO

di e con Daniela Pagani e Luisa Pagani
Suono: Federico Dal Pozzo

Tutte le info su:

FEMMINA FABER www.feminafaber.com

MATTEO ZENATTI www.matteozenatti.net

a034  www.a034.it – soundcloud.com/a034 – www.nukesatori.org – www.rexistenz.org

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“ENTU NOU: SA GRANDU FESTA SARDA” | sabato e domenica 12-13.11.2011

C.S.A Baraonda presenta: “ENTU NOU: SA GRANDU FESTA SARDA”

<a href="http://csa-baraonda.noblogs.org/files/2011/11/2011_11_12_festa_sarda.mp3">http://csa-baraonda.noblogs.org/files/2011/11/2011_11_12_festa_sarda.mp3</a>

DUE GIORNI DI INIZIATIVA POLITICA, CULTURALE, LUDICA E GASTRONOMICA DEDICATA ALLA SARDEGNA CHE RESISTE!

Esposizione MOSTRA FOTOGRAFICA sulle miniere di Sardegna, di JESSICA MAULLU (www.iamjema.com/roots/)

SABATO 12 NOVEMBRE:

ORE 13.00: –       “SPUNTINO SARDO” per gustare i sapori tipici dell’Isola  (SU PRENOTAZIONE, POSTI LIMITATI!)

Prenotare inviando una mail all’indirizzo pranzo.sardo@gmail.com specificando il numero    di persone. Altrimenti è possibile chiamare al 348/2913903 Jacopo o al 339/8117163 Andrea.

 ORE 18.00: –       DIBATTITO sui temi legati all’attualità della Sardegna: dai poligoni militari, alla disoccupazione, fino alla questione nazionale. DURANTE LA SERATA: –       CANTI E BALLI POPOLARI con il gruppo folk “SU MERACULU”da Bitti (NU)

(www.facebook.com/group.php?gid=328934085069)

ORE 22.00: –       REGGAE con QUILO dei “SA RAZZA”(storica formazione hip hop sarda) da Cagliari e RANDAGIU SARDU da Sanluri (VS) (www.myspace.com/quilomalos)

HIP HOP con gli STRANOS ELEMENTOS da Porto Torres (SS) (www.myspace.com/stranoselementos)

DOMENICA 13 NOVEMBRE: ORE 10.30: –       LABORATORIO DI PANIFICAZIONE: produrre il pane carasau partendo dall’impasto per poi passare alla cottura nel forno a legna

INTRODUZIONE AL DIBATTITO ore 18.00 Di Sabato 12 NOVEMBRE:

 La Sardegna è oggi una terra profondamente in crisi, una crisi economica ma anche sociale e di identità. Non è la prima volta che questa terra passa dei momenti difficili, si pensi alla miseria del dopoguerra, all’emigrazione degli anni ’60 e ’70, alle occupazioni delle miniere e delle ciminiere degli anni ’90. Possiamo dire che la crisi, in Sardegna, è la normalità. Tuttavia, la crisi di questi anni appare diversa da tutte le altre viste finora. E’ una crisi di un sistema povero che però sembrava, in qualche modo, funzionare e che oggi invece, non funziona più. Quando ad essere in ginocchio non è solo un settore economico o un’area geografica ma tutti i settori e tutta la comunità allora le determinanti della crisi andrebbero studiate a fondo. Partiamo da un punto: la crisi economica della Sardegna non dipende dalla crisi economica globale. Per capirci, non è il fallimento della Grecia che ha fatto fallire la Tirrenia o deprivato i pastori e i contadini. Senza dubbio la crisi globale amplifica la crisi locale ma non è la causa prima. Allora dove nasce la crisi?

Il modello economico sviluppato nell’isola è la base su cui si innesta questa crisi. L’economia sarda è infatti un’economia di dipendenza, e molti elementi della crisi attuale sono stati innescati dalle politiche fatte (o da quelle non fatte) dalla Giunta regionale o dal governo italiano. Pensiamo alla chiusura della Vynils (proprietà dell’ENI), alla sordità per le rivendicazioni dei pastori e degli operai Alcoa, alla violenza di equitalia verso comuni cittadini, agricoltori e piccoli imprenditori, senza dimenticare il fallimento della Tirrenia e il regime di simil-embargo imposto dai grandi armatori alla Sardegna. Invece, dovrebbe essere centrale il contributo della politica sia nella risoluzione delle crisi economiche come la vertenza entrate con lo stato italiano, il fallimento della Tirrenia o le politiche di Equitalia. Così come di una responsabilità politica, e non giudiziaria, si tratta riguardo alle decisioni da prendere sulla sorte del poligono militare e degli abitanti di Quirra. In questo contesto si inscerisce la prospettiva dell’indipendentismo: la soluzione alle difficoltà attuali e storiche dell’Isola passa attraverso la ricerca di una maggiore sovranità?

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assemblea/presidio all’esselunga di pioltello | giovedì 03.11.2011

giovedi 3 novembre assemblea/presidio all’Esselunga di Pioltello

comunicato sui fatti di stanotte

Presidio, scioperi e blocchi sono proseguiti per tutta la giornata di ieri e la mattinata di oggi ai magazzini Esselunga di Pioltello

Nel pomeriggio e nella serata di ieri lo sciopero ha coinvolto una grande percentuale di lavoratori che, nonostante la paura dovuta alle continue minacce aziendali,  non solo hanno scelto di aderire allo sciopero rifiutandosi di entrare ma si sono unite al presidio per tutta la notte

Solo in mattinata SAFRA ed Esselunga hanno tentato un contrattacco, organizzando una piccola truppa di una ventina di crumiri, capeggiati dai caporali SAFRA e sostenuti dalle guardie private, che si è scontrata fisicamente col picchetto.

Una decina di lavoratori sono stati letteralmente spinti all’interno dei cancelli mentre gli altri decidevano di abbandonare il terreno di scontro.

La reazione del picchetto è stata quella di mettere immediatamente in atto il blocco dei camion (che fino ad allora, per decisione collettiva, avevano potuto transitare), costringendo le forze dell’ordine ad una mossa alquanto inconsueta: far uscire i crumiri per discutere col presidio. Alla fine solo quattro di essi decidevano di rientrare, ancora illusi che ci fosse una possibilità di aprire una discussione con l’azienda senza dover passare per lo sciopero

Nel frattempo esponenti di SAFRA si sono fatti vivi per dare disponibilità a…. ripristinare la situazione precedente all’inizio dello sciopero. Tradotto in soldoni: “tutti al loro posto di lavoro (quindi reintegro degli operai sospesi) ma alle stesse condizioni di prima, sia organizzative (mantenimento dei caporali attuali e dei ritmi tramite loro imposti agli operai) che economiche (nessuna revisione del sistema truffaldino delle buste paga, nessun indennizzo mensa)

La risposta, in attesa di una convocazione ufficiale che per ora non è giunta, si darà già in giornata con il mantenimento dello sciopero e il suo obiettivo di allargare la base di adesione (vedi volantino allegato). Quel che certo è che la capacità di resistenza, politica, ma anche fisica, diventerà l’ago della bilancia

Ribadiamo quindi gli appuntamenti su cui facciamo appello ad uno sforzo eccezionale per garantire la massima presenza possibile

1) Presenza all’ingresso dei vari turni (ore 17,00,  24,00,  6,00)

2) assemblea-presidio convocata per domani sera alle ore 21 in cui fare il punto della situazione e valutare ulteriori inziative da intraprendere

 Il presidio permanente dell’Esselunga di Pioltello

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Aperitivo con Presentazione Opuscolo “Un Passo Oltre” | domenica 06.11.2011

Dalle 19:00 Aperitivo popolare di finanziamento per l’Assemblea di Scienze Politiche di Milano

Dalle 21:30 Presentazione dell’opuscolo: “Un passo Oltre…”

Questa pubblicazione si occupa del movimento contro la riforma Gelmini sviluppatosi in quest’ultimo anno (2010-11). Milano in movimento è il punto di partenza della nostra riflessione; le rivendicazioni esterne all’università, il contesto di crisi economica, guerra e rivolte che si dipanano sul contesto internazionale, sono il grandangolo attraverso cui leggiamo i cambiamenti che viviamo.

Il libretto esamina in che modo le lotte contro l’università-azienda si siano intrecciate con le mobilitazioni sviluppatesi nell’ultimo anno: dalle lotte degli immigrati contro la sanatoria truffa all’approvazione del “Collegato Lavoro” fino ad arrivare al ricatto Mirafiori imposto dall’accordo Marchionne.

Infine vi è una lettura nazionale e internazionale delle mobilitazioni sviluppatesi in altre città italiane e nel resto del mondo. Le testimonianze raccolte mostrano il filo che collega le rivendicazioni per un’università migliore alle lotte per una società migliore.

Assemblea di Scienze Politiche Milano

Sin dall’autunno del 2005, l’Assemblea è attiva all’interno della facoltà di Scienze Politiche di Milano. Sull’onda delle mobilitazioni contro la riforma Moratti, la voglia di vivere diversamente la nostra università, ci ha spinti a dare continuità ai nostri incontri. Da quel ciclo di lotte siamo usciti più maturi ma anche con un certo amaro in bocca, per le troppe attese tradite: da allora è iniziata tutta un’altra storia. Con una determinata autonomia di pensiero rispetto all’istituzione universitaria e agli specialisti del pensiero politico convenzionale, abbiamo deciso di contrapporre alla sud- ditanza un modo di essere e di fare che pone noi stessi perennemente in lotta per tutto ciò che vogliamo conquistare e difendere. Combattivi contro la mercificazione del sapere e l’aziendalizzazione dell’università. Propositivi attraverso pratiche che valorizzino una conoscenza non riducibile alle prerogative del mercato. Solidali verso i lavoratori e in perenne difesa dei nostri diritti e interessi di classe. Sempre al fianco di coloro che resistono contro ogni forma di razzismo, fascismo e imperialismo.

Resistere si può, e si deve

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RESISTANCE CITY NIGHT | sabato 05.11.2011

Sabato 5 Novembre

si alterneranno sul palco:

CERVELLI STANKI

(www.myspace.com/cervellistanki) Savona

BOMBER 80

(www.myspace.com/bomber80fi) Livorno

TRADE UNIONS

(www.myspace.com/tradeunions) Firenze

a seguire DJset by:

DJ BERRACUDA

(Trash\Ska)

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nessuno spazio a forza nuova | sabato 29.10.2011

Sabato 29 Ottobre 2011: Presidio alla Loggia dei Mercanti.
Nessuno spazio a Forza nuova.

Pubblichiamo il comunicato del Comitato Permanente Antifascista contro il Terrorismo per la Difesa dell’Ordine Repubblicano sul raduno di Forza nuova del 29 ottobre

Negli ultimi mesi a Milano, città Medaglia d’Oro della Resistenza, dobbiamo registrare il reiterarsi di manifestazioni e iniziative di tipo dichiaratamente fascista, con l’apertura di nuove sedi e di nuovi punti di riferimento.
E’ preannunciata per sabato 29 Ottobre 2011, una iniziativa nazionale di Forza Nuova a Milano contro “banche e usura”, proprio in coincidenza con l’infausto anniversario della Marcia su Roma con il quale è iniziato il tragico periodo della dittatura fascista che tante sciagure ha provocato nel nostro Paese.
L’iniziativa di Forza Nuova a Milano dovrebbe concludersi con un concerto nella sede di Piazza Aspromonte, con l’intervento del complesso ungherese Romanticus eroszac. Tale gruppo viene presentato come la band di riferimento della scena nazionalista ungherese, cioè di chi ruota, sul piano politico, attorno al partito di estrema destra Jobbik (estimatore delle Croci frecciate, collaborazioniste dei nazisti durante l’occupazione tedesca) distintosi per la costituzione di strutture paramilitari e per il suo antisemitismo.
Il diffondersi di movimenti neofascisti, antidemocratici e populisti sta diventando un problema preoccupante anche per l’intera Europa. Il rifiuto dello straniero la chiusura delle frontiere mentali prima ancora che geografiche caratterizzano questi movimenti.
Milano non può accettare tali provocazioni. Occorre un impegno comune, delle istituzioni, dell’associazionismo, dei cittadini affinché queste iniziative neofasciste abbiano finalmente a cessare e diventino improponibili nella nostra città. Mentre chiediamo alle Istituzioni e alle Forze preposte alla difesa dell’Ordine Pubblico di dedicare particolare attenzione al preoccupante ripetersi di iniziative dichiaratamente fasciste e di intervenire per impedire che si svolgano nella nostra città manifestazioni pubbliche di matrice neofascista perché in contrasto con lo spirito e i principi della nostra Carta Costituzionale, invitiamo gli antifascisti e i cittadini milanesi alla massima attenzione e vigilanza.
Bisogna tornare rapidamente ai valori di fondo che ispirano il nostro sistema democratico, non tollerando i tentativi eversivi, le nostalgie di un tempo fortunatamente passato, le speranze di rivincita. Milano vuole continuare a riaffermare la propria vocazione antifascista e democratica.

Il Comitato Permanente Antifascista promuove per:
Sabato 29 Ottobre 2011 alle ore 17:30
un presidio alla Loggia dei Mercanti sotto la quale sorge il sacrario dei cittadini milanesi Caduti per la libertà e dei deportati scomparsi nei lager nazisti.

Comitato Permanente Antifascista contro il Terrorismo per la Difesa dell’Ordine Repubblicano

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i peccati della maddalena

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LABORATORIO TEATRALE | mercoledì 26.10.2011

LABORATORIO TEATRALE
Per amatori e principianti

Un laboratorio per introdursi con lievità nell’universo del teatro, per acquisire maggiore consapevolezza di sé e del proprio strumento corpo-voce, per consolidare la fiducia nei propri mezzi espressivi e per provare ad ampliarli.
Si prediligerà un approccio ludico adatto a liberare le proprie potenzialità e sensibilità
liberandosi dall’ansia del giudizio.
CSA Baraonda, via Pacinotti 13, Segrate (MI)

Il laboratorio si terrà il mercoledì dalle 19.00 alle 21.00
1° incontro mercoledì 26 ottobre 2011 ore 19.00
per informazioni ed iscrizioni:
franz.casanova@libero.it
cel. 349-4797600

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notav – diamoci un taglio | domenica 23.10.2011 giaglione

A mani nude, a volto scoperto, a testa alta

Il 23 ottobre 2011 la Val di Susa sarà nuovamente protagonista: taglierà le reti che la vedono ostaggio della lobby del TAV dicendo no ai tagli allo stato sociale, alla sanità, alla cultura.

Da quattro mesi una parte della valle è militarizzata, una vasta area è off-limits per i cittadini, recintata e protetta da reti posate illegalmente e difese da centinaia di poliziotti che proteggono un “cantiere che non ‘c’è”.

Da quattro mesi chi denuncia questa situazione e protesta davanti alle recinzioni è bersaglio di migliaia di candelotti lacrimogeni al CS (un gas tossico vietato dalle convenzioni internazionali) e non si contano le intimidazioni a singoli cittadini e all’intero movimento notav.

Oggi appare sempre più evidente la follia di un progetto TAV Torino-Lione non solo per la sua inutilità dal punto di vista trasportistico, ma anche e soprattutto per l’enorme spreco di risorse sottratte alla collettività: a nessuno può sfuggire la volontà criminale di una classe politica incapace e corrotta, al servizio di quel sistema di “finanzieri senza volto” rappresentato dalle grandi banche e dai fondi di gestione, che non mostra alcun pudore a voler imporre l’opera mentre taglia pesantemente i servizi ai cittadini.

Il TAV è la punta dell’iceberg di questa follia imposta da governi che non rispondono più ai propri elettori (in Val di Susa viene negata ogni minima forma di dissenso politico) ma a quel mondo opaco che specula sulla crisi economica. E’ lo stesso mondo pronto a prestare i capitali necessari alla realizzazione del TAV costringendo tutti i cittadini italiani a nuovi sacrifici per rimborsare quei prestiti e a subire nuovi tagli ad uno stato sociale ormai al collasso.

Le reti illegali che in Val di Susa delimitano un cantiere che non c’è difendono in realtà questo sistema.

In Val di Susa sono sospesi i diritti, la democrazia è ferita, le reti delimitano un’area di illegalità mentre una Procura della Repubblica strabica si scatena alla ricerca di improbabili sovversivi e criminali al di fuori delle reti: nei loro confronti usa le denunce e il carcere per intimorire un’intera valle e nel frattempo le ditte che manovrano ruspe e trivelle (alcune delle quali in evidente odor di mafia) si sentono protette e il partito degli affari si sente autorizzato a sperare che prima o poi partano i cantieri.

Il 23 ottobre La Val di Susa dimostrerà loro che aprire i cantieri è una speranza vana: migliaia di cittadini marceranno per tagliare le reti, per aprire varchi nel recinto, per riaprire spiragli di democrazia.
In migliaia dimostreremo a testa alta che con la forza ed il sopruso non è possibile aprire alcun cantiere, né oggi né mai.
Lo faremo a mani nude, portando solo gli strumenti per abbattere le reti; lo faremo a volto scoperto perché non abbiamo nulla da nascondere, ognuno mostrerà la sua faccia pulita che chiede soltanto rispetto. Daremo un taglio alle reti e non porteremo alcuna offesa a chi dovrebbe difendere la legalità ed è mandato invece a coprire l’illegalità di recinti abusivi che offendono la nostra dignità.

In migliaia taglieremo le reti invitando chi sta dall’altra parte a desistere da violenze e rappresaglie, dal lancio di lacrimogeni e quant’altro: se l’invito non verrà accolto ci difenderemo dai gas, e chi dovesse dare l’ordine di aggredire cittadini pacifici che chiedono giustizia se ne assumerà la responsabilità di fronte al paese che ci guarda.

Migliaia di cittadini mostreranno che sono loro dalla parte della legalità e non hanno paura di difendere il loro futuro, che la loro è una lotta per la difesa dei beni comuni.

Il 23 ottobre sarà una giornata di resistenza attiva che coinvolgerà un’intera valle.
A tutti coloro che condividono le nostre ragioni e ci sostengono, chiediamo di dare visibilità alla nostra azione, a tutti chiediamo di comprendere il valore del nostro gesto, di rispettare il nostro modo di protestare civilmente.

Aprire varchi nelle reti, mostrare che non ci rassegniamo alla cancellazione di spazi di partecipazione democratica è il nostro obiettivo. Il risultato di questa giornata non si misurerà in metri di recinzione abbattuti ma sarà nella determinazione, visibile e forte, di una popolazione che non si rassegna al silenzio; sarà la dimostrazione che questo folle progetto TAV non potrà che rimanere sulla carta; il suo valore sarà nell’azione di massa coraggiosa, pacifica ma determinata a dare un taglio alle reti e agli inganni di una politica che chiede voti pensando solo alle tangenti generosamente offerte dall’alta velocità. L’Europa ne prenda atto, governo, partiti e lobby si rassegnino e non abbiano paura di perdere la faccia: noi la nostra faccia ce la mettiamo sempre e continueremo a farlo.

La lotta della Val di Susa non appartiene solo a noi, in questi anni ne abbiamo avuto continue conferme: è diventata anch’essa un bene comune da difendere.

Il movimento NO TAV

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storia popolare dell’impero americano | giovedì 27.10.2011

giovedì 27 ottobre ore 21.30

presentazione del libro a fumetti

STORIA POPOLARE DELL’IMPERO AMERICANO

di Howard Zinn, Mike Konopacki, Paul Buhle

intervengono: archivio primo moroni, hazard edizioni, “U”net

frutto di una collaborazione, unica nel suo genere, tra uno storico, un giornalista investigativo e un artista del movimento operaio, storia popolare dell’impreo americano è la “versione a fumetti” del best seller “a people’s history of the united states”, libro che ha rivoluzionato il campo della storiografia raccontando i fatti storici “dal basso”, dal punto di vista dei loro protagonisti misconosciuti: pellerossa, schiavi in fuga, soldati neri nella guerra ispano-americana, minatori in lotta, militanti pacifisti…

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