Ora e sempre resistenza

Ringraziamo tutti quelli che ieri sono passati all’iniziativa “Resistenti nel cuore”. Ringraziamo il partigiano Giovanni Marzola che ci ha raccontato della sua esperienza di resistenza e Paola Visintin(moglie del Partigiano Giorgio Visintin). Ringraziamo le band che hanno suonato NH3,Skassapunka e Senza Frontiere!

 

22 Aprile

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28 Maggio Sostegno popolo Mapuche e popolo Basco

Il 28 maggio si svolgerà un iniziativa a sostegno del Popolo Mapuche e del Popolo Basco organizzato in collaborazione con la Rete in Difesa del Popolo Mapuche e EHL(Euskal Herriaren Lagunak).
Dalle 20 Cena Popolare,interventi sull’antirepressione e sui processi politici tenuti da un portavoce della resistenza Mapuche nel Pilmaiken e da un rappresentante dell’organizzazione internazionalista Askapena.
A seguire concerti con la Banda Bassotti e altri artisti

BANDA BASSOTTI

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30 Aprile BARAONDA DI MURGA

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Sport senza confini

“I profughi sbarcano a Segrate. Un centinaio di giovani e giovanissimi da tutto il mondo – Mali, Senegal, Costa d’Avorio, e altri luoghi remoti e semisconosciuti della terra come Rovagnasco, Cologno Monzese, Pioltello- ha invaso oggi pomeriggio il parco Alhambra di Segrate, armati di pallone e scarpe con i tacchetti”.

Non è l’ennesimo lancio d’agenzia sull’emergenza rifugiati; non è il grido d’allarme dei segratesi, preoccupati per l’incolumità dei propri figli messa a rischio dalla presenza di elementi estranei e incontrollabili in città. E’ il racconto dell’esperienza straordinaria vissuta a Segrate sabato pomeriggio, grazie ad un torneo di calcetto al quale hanno partecipato oltre 50 ragazzi africani ospitati in diversi CAS (centri di accoglienza straordinaria) dell’hinterland nord-est di Milano – Gorgonzola, Trucazzano, Inzago, Pozzo d’Adda – e alcune realtà territoriali – csa Baraonda, Mokapi di Pioltello, Casa in movimento di Cologno, ass. Sportinzona.
Dodici squadre in tutto sono scese in campo e hanno corso insieme dietro alla palla per tutto il pomeriggio saltando confini di separazione, dribblando muri di respingimento, abbattendo a colpi di rigori e punizioni barriere di paura e di indifferenza. I campi d’erba sintetica si sono trasformati in spazi inattesi di conoscenza e condivisione; ogni passaggio, ogni azione, ogni tiro in porta è diventato un’occasione per annullare la dicotomia razzista noi/altri e creare nuovi legami e connessioni immediate e spontanee.
Questa giornata di calcio popolare, che si è conclusa a passi di danza dopo una cena aperta al Baraonda, è la nostra risposta all’esclusione e alla ghettizzazione quotidiana che vivono i migranti quando riescono ad approdare nelle città della fortezza Europa; è la messa in pratica di una differente concezione di accoglienza e di integrazione, che necessita della determinazione di tutti a mettersi in gioco e della possibilità per tutti di giocare.
Per la cronaca: il torneo l’ha vinto Sportinzona, ma tutti, oggi, abbiamo sperimentato cosa significa essere cittadini del mondo.

CSA Baraonda
Verso il 25 aprile e Mediterraneo Antirazzista

la giornata del 9

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Dom 17.04.2016 | BaraondaperBIMBI (merenda + workshop + pizza)

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EVENTO FB

Torna l’appuntamento mensile a cura di BaraondaperBimbi con una merenda ed il laboratorio: Lapelledelle cose, a seguire aperitivo e pizza, tutte le informazioni ed i contatti sull’evento facebook.

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Ven 22.04.2016 | ★ Resistenti Nel Cuore ★

 

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evento fb

► Dalle ore 19: pizza popolare dal premiato forno “Falce & Mozzarella”

► Dalle 20:45: intervento sulla resistenza a cura del partigiano Giovanni Marzona

► Dalle 22 concerti con:
NH3 SKA/CORE da Pesaro,new album “Hate and Hope” release (ska-core)
SKASSAPUNKA da Milano (ska-punk)
Senza Frontiere Oi da Milano (street punk)

►a seguire resident dj Mike Miscela (ska,rocksteady) + DJ Fincheghene

► libreria Oltretorrente aperta
http://csa-baraonda.noblogs.org/libreria-oltretorrente/

Anche dopo 71 anni c’è ancora gente che continua a lottare in nome dell’antifascismo e della libertà, pur sempre ricordando la resistenza partigiana e i suoi caduti di ieri e di oggi. E oggi come ieri non facciamo un passo indietro, resistendo contro ogni froma di fascismo e di discriminazione, opponendoci a tutti i tipi di repressione. Per questo attraverso questa iniziativa vogliamo ricordare i combattenti di allora e la loro battaglia per la liberazione dal nazi-fascismo ribadendo che:

IL VENTO FISCHIA ANCORA.

SENZA TREGUA.
Csa Baraonda

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SENZA TREGUA GIORNATA DI SPORT SENZA CONFINI

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BERTA, LA VOZ DE TU LUCHA SEGUIRÀ VIVENDO!

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Per tutta la vita sono stata cosciente di quello che mi poteva succedere portando avanti questa lotta,

così come sono cosciente che stiamo lottando contro un potere oligarchico, bancario, finanziario e

internazionale, oltre che contro lo stesso Stato honduregno e i suoi organi repressivi, che

storicamente sono assoggettati agli interessi delle grandi imprese multinazionali. Non mi

piegheranno!” (Berta Cáceres, giugno 2013, stralcio di intervista di Giorgio Trucchi, Rel-UITA, su

itanica.org).

L’assassinio di matrice politica di Berta Cáceres ci riempie di sgomento, dolore e di rabbia.

Attivista instancabile, fondatrice e coordinatrice ventennale del COPINH (Consiglio dei Popoli

Indigeni dell’Honduras), Berta è stata una donna e compagna straordinaria, che ha dedicato la

propria vita alla difesa dei territori e dei popoli originari honduregni contro i piani di distruzione e

di morte dei poteri oligarchici presenti in questo stato dell’America Centrale.

Notissima a livello internazionale per il suo attivismo nei movimenti dell’ALBA (Alleanza

Bolivariana per i Popoli della nostra America) e per il suo impegno ambientale che gli era valso il

prestigiosissimo riconoscimento del premio Goldman, Berta era soprattutto conosciuta e amata da

molte organizzazioni di base e da gruppi di attivisti in tutto il mondo.

Abbiamo avuto l’onore e la fortuna di incontrarla, conoscerla e condividere con lei un pezzo del

nostro cammino, ospitandola, insieme ad latri rappresentanti indigeni e contadini, al CSA Baraonda

negli anni 2000, nel corso di un tour europeo di sensibilizzazione sulla situazione dei popoli

originari organizzato dal C.I.C.A. (Collettivo Italia Centro America) di cui alcune compagne del

Baraonda erano parte fondante. Mai dimenticheremo il suo sorriso, il suo coraggio, il suo

infaticabile impegno.

L’omicidio di Berta è solo l’ultimo atto del disumano sfruttamento e della brutale repressione ai

danni di popoli originari e movimenti sociali honduregni che dura da molti anni: Berta stessa era

stata rinchiusa in carcere e già altri tre membri del COPINH sono stata uccisi per la loro lotta in

difesa dei territori dei Lenca, il popolo originario cui Berta apparteneva.

È lo stesso sfruttamento, la medesima repressione contro i quali si batte del popolo Mapuche che,

come la maggioranza dei popoli originari del Latinoamerica, si trova a difendersi dall’intromissione

genocida delle multinazionali e che, per questa legittima difesa, è oggetto di persecuzione politica.

Ma è anche lo stesso sfruttamento, la medesima repressione che colpisce, nella bianca Europa, i

migranti in fuga da guerre e da crisi ambientali ed economiche che quella stessa Europa ha

contribuito a generare. Ed infine, in maniera appena più velata ed edulcorata, è lo sfruttamento, è la

repressione che colpisce, nella nostra Italia, lavoratori, precari e disoccupati, movimenti sociali e

ambientali che si oppongono a un sistema economico onnivoro, iniquo e distruttore.

Berta ci ha insegnato che la solidarietà internazionale può essere un’arma potentissima, in grado di

scoraggiare e contrastare coloro che distruggono territori in nome del falso progresso e uccidono in

nome del profitto.

Hanno ucciso Berta ma non fermeranno la lotta del COPINH che, malgrado e le minacce, le

pressioni e la repressione, in mesi e mesi di lotta e presidio dell’area, è riuscito a fermare uno degli

ultimi progetti di queste multinazionali, la diga Agua Zarca sul fiume Guarcarque, sacro ai Lenca.

Hanno ucciso Berta ma non fermeranno la nostra lotta perché nei territori Mapuche, alle frontiere,

in Val di Susa, nei quartieri di Milano e nei posti di lavoro, ogni giorno, noi grideremo con voce

sempre più forte che le persone valgono più dei profitti! Che non pagheremo noi la crisi di questo

sistema economico!

In questo doloroso momento siamo solidali con le compagne ed i compagni del COPINH, con il

popolo honduregno, con i familiari della nostra Berta, faremo tesoro dei suoi grandi insegnamenti e,

della sua determinazione, un esempio da seguire.

Nos tienen miedo porque no tenemos miedo.

MARRICHIWEU!

Berta volverà y serà millones!

Hasta Siempre, Bertita!

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Aperibimbi 20 Marzo

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Berta volverà y serà millones!

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BERTA, LA VOZ DE TU LUCHA SEGUIRÀ VIVENDO!

“Per tutta la vita sono stata cosciente di quello che mi poteva succedere portando avanti questa lotta, così come sono cosciente che stiamo lottando contro un potere oligarchico, bancario, finanziario e internazionale, oltre che contro lo stesso Stato honduregno e i suoi organi repressivi, che storicamente sono assoggettati agli interessi delle grandi imprese multinazionali. Non mi piegheranno!” (Berta Cáceres, giugno 2013, stralcio di intervista di Giorgio Trucchi, Rel-UITA, su itanica.org).

L’assassinio di matrice politica di Berta Cáceres ci riempie di sgomento, dolore e di rabbia.
Attivista instancabile, fondatrice e coordinatrice ventennale del COPINH (Consiglio dei Popoli Indigeni dell’Honduras), Berta è stata una donna e compagna straordinaria, che ha dedicato la propria vita alla difesa dei territori e dei popoli originari honduregni contro i piani di distruzione e di morte dei poteri oligarchici presenti in questo stato dell’America Centrale.
Notissima a livello internazionale per il suo attivismo nei movimenti dell’ALBA (Alleanza Bolivariana per i Popoli della nostra America) e per il suo impegno ambientale che gli era valso il prestigiosissimo riconoscimento del premio Goldman, Berta era soprattutto conosciuta e amata da molte organizzazioni di base e da gruppi di attivisti in tutto il mondo.
Abbiamo avuto l’onore e la fortuna di incontrarla, conoscerla e condividere con lei un pezzo del nostro cammino, ospitandola, insieme ad latri rappresentanti indigeni e contadini, al CSA Baraonda negli anni 2000, nel corso di un tour europeo di sensibilizzazione sulla situazione dei popoli originari organizzato dal C.I.C.A. (Collettivo Italia Centro America) di cui alcune compagne del Baraonda erano parte fondante. Mai dimenticheremo il suo sorriso, il suo coraggio, il suo infaticabile impegno.

L’omicidio di Berta è solo l’ultimo atto del disumano sfruttamento e della brutale repressione ai danni di popoli originari e movimenti sociali honduregni che dura da molti anni: Berta stessa era stata rinchiusa in carcere e già altri tre membri del COPINH sono stata uccisi per la loro lotta in difesa dei territori dei Lenca, il popolo originario cui Berta apparteneva.
È lo stesso sfruttamento, la medesima repressione contro i quali si batte del popolo Mapuche che, come la maggioranza dei popoli originari del Latinoamerica, si trova a difendersi dall’intromissione genocida delle multinazionali e che, per questa legittima difesa, è oggetto di persecuzione politica.
Ma è anche lo stesso sfruttamento, la medesima repressione che colpisce, nella bianca Europa, i migranti in fuga da guerre e da crisi ambientali ed economiche che quella stessa Europa ha contribuito a generare. Ed infine, in maniera appena più velata ed edulcorata, è lo sfruttamento, è la repressione che colpisce, nella nostra Italia, lavoratori, precari e disoccupati, movimenti sociali e ambientali che si oppongono a un sistema economico onnivoro, iniquo e distruttore.

Berta ci ha insegnato che la solidarietà internazionale può essere un’arma potentissima, in grado di scoraggiare e contrastare coloro che distruggono territori in nome del falso progresso e uccidono in nome del profitto.

Hanno ucciso Berta ma non fermeranno la lotta del COPINH che, malgrado e le minacce, le pressioni e la repressione, in mesi e mesi di lotta e presidio dell’area, è riuscito a fermare uno degli ultimi progetti di queste multinazionali, la diga Agua Zarca sul fiume Guarcarque, sacro ai Lenca.
Hanno ucciso Berta ma non fermeranno la nostra lotta perché nei territori Mapuche, alle frontiere, in Val di Susa, nei quartieri di Milano e nei posti di lavoro, ogni giorno, noi grideremo con voce sempre più forte che le persone valgono più dei profitti! Che non pagheremo noi la crisi di questo sistema economico!
In questo doloroso momento siamo solidali con le compagne ed i compagni del COPINH, con il popolo honduregno, con i familiari della nostra Berta, faremo tesoro dei suoi grandi insegnamenti e, della sua determinazione, un esempio da seguire.
Nos tienen miedo porque no tenemos miedo.
MARRICHIWEU!(venceremos!)
Berta volverà y serà millones!
Hasta Siempre, compagna dei popoli originari liberi!

RETE INTERNAZIONALE IN DIFESA DEL POPOLO MAPUCHE
C.S.A BARAONDA
C.S. CANTIERE

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