SGOMBERO CAMPO ROM A SEGRATE (2) | 19.02.2010

L’emergenza che si era venuta a creare a causa dello sgombero del campo rom di Redecesio-Segrate di martedì 16 Febbraio è temporaneamente rientrata.
Ieri pomeriggio alle 18, dopo un’interminabile giornata di telefonate, contatti e perlustrazioni, anche le ultime due famiglie che erano ancora presso il nostro spazio hanno trovato una sistemazione.
Così tutte e 30 le persone che sono state ospitate per due giorni presso il Baraonda, suddivise in piccoli gruppi, sono state indirizzate verso altre destinazioni, per quanto ancora provvisorie, e hanno tutte almeno un tetto sulla testa.
Vogliamo ringraziare tutte le compagne e tutti i compagni che in questi due giorni si sono impegnati per trovare una soluzione a questa situazione.
Ringraziamo anche la Caritas di Segrate per l’impegno profuso. Nonostante le profonde differenze valoriali ed ideali che motivano le nostre azioni, il loro contributo è stato prezioso e determinante.
Condanniamo, invece, le politiche securitarie che, in un clima di consenso sempre più diffuso e trasversale agli schieramenti, rincorrono il mito dell’"ordine" e della "sicurezza" creando emergenze sociali e umanitarie e calpestando i diritti dei più deboli e dei diversi.
Così, come in questo caso,  vengono disposti ed attuati sgomberi senza predisporre alternative adeguate per le persone che li subiscono, lasciando a metà febbraio uomini, donne e bambini senza un riparo.
D’altra parte il sindaco Moratti ha dichiarato che a Milano la legalità non conosce stagioni e tale affermazione, se non fosse tragica, risulterebbe ridicola guardando alle persone che compongono giunta e consiglio comunale.
Vogliamo, infine, ringraziare i nostri "ospiti" per aver reso una convivenza, che si presentava complessa e ricca di criticità, un’esperienza decisamente positiva.

CSA BARAONDA

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