Arditi contro il fascismo e l’egemonia | domenica 03.04.2011

*ARDITI CONTRO IL FASCISMO e L’EGEMONIA*

“Ricordare il passato può dare origine ad intuizioni pericolose e la società stabilita sembra temere i contenuti sovversivi della memoria”

La storia la scrivono i vincitori si sa, ma questo non basta a spiegare l´oblio che l´arditismo popolare ha incontrato dalla sua morte ai giorni nostri. E’ interessante parlare di Arditi del popolo anche per tracciare un parallelo tra “ieri” e “oggi”: tra il ruolo che ebbero le direzioni centrali dei partiti della sinistra di allora nell’annientamento del movimento antifascista degli arditi del popolo e quello del centrosinistra di oggi il relazione ai movimenti che contrastano la diffusione dei gruppi neo-fascisti sul territorio e denunciano le connivenze tra questi e gli apparati dello stato.

Perchè parlare di arditi del popolo oggi?
Per diversi motivi, siamo convinti che purtroppo la storia la scrivono i vincitori, ma non si può spiegare così l´oblio che l´arditismo popolare ha incontrato dalla sua morte ai giorni nostri.

Sorti su iniziativa di Argo Secondari nell´estate del 1921 con l´intento di difendere le masse lavoratrici dalle azioni squadristiche dei fascisti, gli Arditi del popolo si diffondono rapidamente su quasi tutto il territorio nazionale.
Vi aderiscono migliaia di giovani e di lavoratori di varia tendenza politica, che vedono nel movimento un efficace strumento di opposizione alla violenza delle camicie nere.
Furono uno dei fenomeni più interessanti e di breve durata del primo antifascismo.
Ne vogliamo parlare perchè sono caduti nell’oblio della storiografia istituzionale e solamente da pochi anni si sono sviluppati studi su questo fenomeno: quindi per non dimenticare.
Ma non basta. Ci interessa parlare di Arditi del popolo oggi perchè possiamo capire attraverso la loro esperienza come i partiti con il loro autoritarismo e settarismo portano oggi come ieri alla morte dei movimenti autogestionari che credono nell’azione diretta.
Perchè possiamo capire come ci si deve opporre a qualsiasi egemonia politica e che solo nella differenza attraverso l’affinità si possono sviluppare lotte vincenti.

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